moniaandreani.it

l'attenzione è la forma più rara e più pura di generosità – Simone Weil

I progetti di Monia e tante attività per ricordarla


In attesa di immettere anche su questo sito altre notizie sulle attività in ricordo di Monia, e sulle sue pubblicazioni e progetti ancora in corso, vi invitiamo a leggere la sua pagina Wikipedia ora in perfezionamento: Monia Andreani.
Potete  contattare eventualmente familiari ed amici alla email contatti(at)moniaandreani.it
per condividere ricordi e dare o richiedere informazioni.

I contenuti di questo sito resteranno disponibili ed intatti, e verranno forniti altri aggiornamenti.
In questo momento siamo in attesa di due sue pubblicazioni: il  lavoro con e sulla Rete vulnerabili del Comune di Milano, e il suo contributo alla pubblicazione in corso d’opera dell’Istituto di Sociologia Politica SISP della Università di Urbino: “Il privato è politico”: ripensare il rapporto tra spazio privato e spazio pubblico a partire dalla “cura”
Già disponibile invece il suo saggio “Capitale sociale e sviluppo locale: il caso della cooperativa Iris bio, modello dell’economia eco-solidale”,
  in “Capitale sociale e territorio. Prospettive ed evidenze empiriche” (vedi scheda) 

Sono tante le attività messe in campo da amiche ed amici per ricordarla.
Dalla presenza al Perugia Pride con uno striscione a lei dedicato, a quella alla Marcia per la Pace Perugia Assisi (Monia sarebbe dovuta anche intervenire al cinquantennale della scomparsa del suo concittadino Aldo Capitini, con un intervento pubblico il 19 di ottobre di quest’anno).
Dalla piantumazione di un giardino di rose a lei dedicato di fronte alla sede della sua Università (Palazzina Valitutti, Università per Stranieri di Perugia), alla intitolazione a lei dell’Aula Studenti, a ricordi tenuti come incipit di seminari e convegni in questi ultimi mesi. Da ricordare gli interventi di Lucrezia Ercoli, Lucia Tancredi e Cinzia Maroni durate l’Aperitivo culturale dello Sferisterio di Macerata al quale Monia sarebbe dovuta intervenire, così come il precedente ricordo “Vulnerabili e liberi” tenutosi a Popsophia a Pesaro.
Citiamo poi la dedica a Monia Andreani da parte Lorenza Perini nel suo articolo sulla rivista Gentes (Uni.Stra.Pg) “How can we resist to feminism? The Feminist Movement in a media-centric society”, e la volontà della Federazione malattie rare infantili di ricordarla al Congresso il 13 ottobre a Torino
“I nuovi scenari di cura dei giovani con disabilità complesse: priorità, responsabilità e competenze” con la dedica del dott. Roberto Lala nella sua presentazione.

E’ stata eseguita la sua volontà di donare i suoi titoli anche alla Fondazione Carlo e Marise Bo di Urbino (luogo nel quale Monia si recava spesso a studiare nei momenti di pausa), ed è stata compiuta una donazione a suo nome a favore del Centro italiano di solidarietà di Pesaro (per il quale aveva di recente scritto in Civitas Educationis. Education, Politics, and Culture, “La cura degli altri è cura del vivere civile: i ‘piccoli gesti profetici del CeIs di Pesaro”).

L’ Associazione Solidarietà libertaria, alla quale Monia contribuiva da anni, presso l’Archivio Franco Salomone, ha aperto uno scaffale contenente le sue opere e altre informazioni bibliografiche. Congiuntamente è stata dedicata a Monia l’iniziativa di approfondimento e analisi del “modello di integrazione Riace” tenuta da Andrea Armocida presso l’Archivio stesso. Leggi articolo: Corriere_Adriatico_7_ottobre_2018
Molte anche le iniziative legate più al ricordo di Monia nella quotidianità, come quella delle amiche veliste (‘Onda Rosa’) e del suo Circolo velico tenutasi all’annuale regata presso Fano quest’anno.

Monia resterà sempre con noi.

– Sarai sempre con noi, eccelsa ed umile


Proprio in questi mesi estivi Monia aveva progettato l’aggiornamento del suo sito, che avrebbe dovuto raccogliere nuovo materiale del suo intenso lavoro di questi ultimi anni.
Monia ci ha lasciat* improvvisamente il 27 maggio, dopo il malore del 26 maggio mentre serena si trovava per una bella mattinata al suo Circolo velico a Fano. La nostra costernazione e il nostro dolore non hanno riposo. Ma la sua dolcezza, la sua indole indomabile a favore dei diritti umani e della libertà femminile e per i diritti LGBT, oltre che per la formazione innovativa dei suoi studenti, la sua cultura vasta e fluida che le permetteva di illuminare mille tematiche…non ci lasceranno mai.
Un comitato scientifico inter-universitario e amicale si è formato per sostenere i suoi ultimi progetti ed i suoi studenti. Parallelamente, una rete di associazioni, con capofila Solidarietà libertaria, si unirà per continuare nel sociale questo lavoro che va avanti.
Il sito web entro l’anno raccoglierà tutti i materiali e le testimonianze.

Potete scrivere a femminismi@gmail.com per ricevere e dare notizie.

Sabato 30 giugno uno striscione recante l’Art.1 della dichiarazione universale 1948-1978 è sfilato al Pride Parade di Perugia, la sua città, unendo idealmente e fisicamente amici ed amiche, studenti, compagne e compagni.

Leggere Monia Andreani


Ho conosciuto Monia Andreani ventiquattro anni fa. Di lei, prima di tutto mi colpì l’attenzione e il coraggio di dire sempre la verità, quella che in filosofia si nomina come Parresia ma che tutti dentro di noi, anche non filosofi, conosciamo, perché ha a che fare con la coscienza umana.
Nel suo studio campeggia una fotografia del 10 dicembre 1948, momento della Dichiarazione universale dei diritti umani, con la didascalia “Unità è umanità”: e la peculiarità di Monia era proprio quella di possedere un pensiero “universale”, capace di spaziare oltre le ideologie, gli stili, ogni separazione.
La sua scomparsa prematura ha suscitato cordoglio generale in tutt’Italia ed oltre, e merita già da subito qualche parola che ci sgombri dalle nebbie della cronaca per dare rilievo al suo lavoro ed alle sue idee.
Monia era attualmente docente di “Fondamenti etici e politici dei diritti umani e della cittadinanza nelle attuali società globali e multiculturali” presso l’Università per Stranieri di Perugia, la città del nostro amato Aldo Capitini e, seppure solo 45enne, era in procinto di divenire Associata. Nella sua università si occupava anche della delega alla disabilità, riuscendo a far seguire le lezioni anche a ragazzi e ragazze disabili, nella consapevolezza che l’università è un valore per tutti. La stessa consapevolezza dell’uguale valore di ogni essere umano al di là del suo stato sociale, nazionalità, religione, orientamento sessuale, non era solo teoria per Monia ma pratica spontanea, sia quando, nella sua campagna a Terre Roveresche, piantumava gratis le rose del paese, sia quando insegnava o faceva conferenze. Con grande umiltà, non artefatta ma naturale, Monia se ne fregava di riconoscimenti accademici e potere ma andava avanti per la sua strada di insegnamento e ricerca.
Cosa leggere allora di lei, per capire il suo percorso di studiosa ed il suo sincretismo culturale?
Partendo dai primi anni del suo percorso, certamente qualcosa del suo lavoro con Luce Irigaray, e con Adriana Cavarero: il libro “Il terzo incluso. Filosofia della differenza e rovesciamento del platonismo” (Editori Riuniti 2007) è un solido testo filosofico che passa in rassegna la questione del “dualismo” nella filosofia. L’irrompere di soggetti “altri” nel mondo, oltre alle donne e la loro differenza dal pensiero classicamente unico (maschile o meglio patriarcale), gli esclusi per ceto sociale, per nazionalità, per religione… .Monia pubblica nel 2009 nel libro “Differenza e relazione. L’ontologia dell’umano nel pensiero di Judith Butler e Adriana Cavarero” (ed. Ombre corte) un suo saggio sulla “Questione della vulnerabilità” anticipando anche quella che sarebbero stata poi la sua intuizione di questi ultimi anni: promuovere una filosofia delle relazioni umane. Innanzitutto le relazioni di cura. Come un sasso in uno stagno, Monia lancia la pratica del dialogo tra bioetica, medicina e caregiving iniziando la sua ricerca proprio sul nostro territorio, coinvolgendo pazienti, loro familiari, medici, infermieri e associazioni (ricordo l’Associazione Maruzza, e la sua presenza nel comitato scientifico di Adamo). Da questa ricerca sono fruttati due testi: “La bioetica con i caregiver. Alleanza terapeutica e qualità della vita” (Unicopli 2015) e “Questioni etiche nel caregiving. Contesto biopolitico e relazioni di cura” (Carocci 2016). In questi due testi chiunque può ritrovare qualcosa della propria storia di persona che cura e assiste, dentro la più ampia riflessione bioetica, certo anche politica perché sono le politiche della cura che mancano nella nostra società sempre più chiusa ed escludente.
Del lavoro pedagogico di Monia all’Università degli studi di Urbino resta il fondamentale testo, scritto con Alessandra Vincenti “Coltivare la differenza” (Unicopli 2011), sulla socializzazione di genere, scritto riflettendo di stereotipi con gli studenti.
Il pensiero di Monia non ha mancato di posarsi su tematiche tipiche del pensiero libertario, con il suo “Biologico, collettivo, solidale” (Altraeconomia 2016), un percorso nell’esperienza della più grande e vera cooperativa del biologico in Italia, la Iris, e del pensiero del mutuo aiuto che la ispira. Recente è pure il suo contributo a “Lo Stato irresponsabile” (Aracne editrice 2017 – Università degli studi Urbino) in cui ripercorre la vicenda Cucchi dal punto di vista del rapporto tra paziente incarcerato e personale sanitario. Per non occupare altre (tante) pagine, vorrei suggerire infine due piccoli testi, per i genitori ed i più giovani, due libri di facile lettura presentati con successo anche qui sul territorio (Monia è stata spesso ospite a Popsophia, anche a Pesaro): “Twilight. Filosofia della vulnerabilità” (Ev edizioni 2011), saggio che parla di vulnerabilità come essenziale condizione umana rivolgendosi ai più giovani attraverso l’analisi dell’omonima serie di film, e “Peppa Pig e la filosofia. Tra antropologia e animalità” (Mimesis 2015). Per chi volesse orientarsi meglio informo che entro l’anno sarà disponibile una versione nuova del sito web di Monia (moniaandreani.it) e che formeremo un comitato scientifico di supporto ai progetti di Monia in corso. In uscita invece presso Franco Angeli il libro “Rifugiati nella Rete”, progetto ideato e coordinato da Monia sull’esperienza della “Rete vulnerabili” del Comune di Milano.

 

Francesca Palazzi Arduini.

da Il Metauro, quindicinale di informazione, giugno 2018.

CHE NE FACCIAMO DEI DIRITTI UMANI? PER RILANCIARE UNA CULTURA DEI DIRITTI UNIVERSALI

 

 

Il 2018 è l’Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e l’Anniversario della Costituzione Italiana

A Padova si inaugura l’Anno dei Dirittti Umani con un Corso di Formazione sui Diritti Umani – In spirito di fratellanza

4/5 dicembre 2017

 

Inaugurazione dell’Anno dei diritti umani

70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

70° anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana

(art. 1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri

in spirito di fratellanza

Corso di formazione ai diritti umani e alla cittadinanza glocale

 

Padova, 4-5 dicembre 2017

Università degli Studi di Padova, Palazzo del Bo, Aula Magna “Galileo Galilei”

“Non ci sono diritti senza responsabilità

Antonio Papisca (1936-2017)

Programma (*)

 

 

Lunedì 4 dicembre 2017

Aula Magna “Galileo Galilei” Università degli Studi, Palazzo del Bo, via VIII Febbraio 2

 

ore 8.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti

 

ore 9.30 Ritroviamo la bussola!

 

Introduzione musicale del Coro Valussi degli studenti dell’Istituto Comprensivo II di Udine e della cantautrice Erica Boschiero

 

La lezione del Prof. Antonio Papisca (video)

 

Marco Mascia, Direttore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova

 

Francesca Benciolini, Assessore alla pace, ai diritti umani e alla cooperazione internazionale, Comune di Padova

 

Aluisi Tosolini, Coordinatore della Rete Nazionale delle Scuole di Pace

 

Flavio Lotti, Direttore del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

 

don Pierluigi Di Piazza, Presidente del Centro di Accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano (Ud)

 

Gabriella Stramaccioni, Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale

 

Paolo Borrometi, Giornalista e scrittore

 

Giuseppe Giulietti, Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana

 

Loredana Panariti, Assessore all’Istruzione e alle pari opportunità, Regione Friuli Venezia Giulia

 

Giovanna Boda, Capo Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri *

 

Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

 

Jean Fabre, Task force dell’Onu sull’economia sociale solidale

 

p. Egidio Canil, Francescano della Basilica di Sant’Antonio di Padova

 

ore 11.45 Inaugurazione dell’Anno dei diritti umani

 

Intervento musicale del Coro Valussi degli studenti dell’Istituto Comprensivo II di Udine

 

Rosario Rizzuto, Magnifico Rettore, Università degli Studi di Padova

 

Fabrizio Petri, Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

 

Gianni Magazzeni, Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Ginevra

 

Valeria Fedeli, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

 

ore 13.00 Pausa pranzo

 

ore 14.30 Che ne facciamo dei diritti umani?

Progettiamo assieme l’anno dei diritti umani

 

Gianni Magazzeni, Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Ginevra

 

Jean Fabre, Task force dell’Onu sull’economia sociale solidale

 

Elisa Marincola, Portavoce di Articolo 21

 

Paolo Sciascia, Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione, MIUR

 

Monia Andreani, Università per Stranieri di Perugia

 

Marco Piccolo, Responsabile Servizio Strategie Banca Etica

 

don Albino Bizzotto, Presidente Beati i Costruttori di Pace

 

Lisa Clark, Co-Presidente dell’IPB

 

Vittorio di Trapani, Segretario Nazionale dell’Usigrai

 

Francesco Cavalli, Dalla parte di Nice

 

Guido Barbera, Presidente del Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale (CIPSI)

 

Rosario Lembo, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua

 

Piero Piraccini, Coordinatore Tavola della Pace

 

ore 17.15 Presentazione dell’Annuario italiano dei diritti umani (Padova University Press) Intervengono: Roberto De Vogli, Università di Padova; Gianni Magazzeni Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle NU; Fabrizio Petri, Presidente CIDU; Andrea Cofelice, Pietro de Perini, Claudia Pividori del Gruppo di ricerca e redazione dell’Annuario.

 

ore 18.00 Conclusione dei lavori della prima giornata

 

 

Martedì 5 dicembre 2017

 

ore 9.00 Ogni scuola un laboratorio dei diritti umani (Sessione dedicata alla progettazione didattica)

Auditorium Centro Culturale San Gaetano, via Altinate 71

 

Sergio Giordani, Sindaco di Padova

 

Flavio Lotti, Direttore del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

 

Marco Mascia, Direttore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”, Università di Padova

 

Aluisi Tosolini, Coordinatore della Rete Nazionale delle Scuole di Pace

 

Italo Fiorin, Direttore della Scuola di Alta Formazione EIS-LUMSA di Roma

 

Luciano Corradini, Professore emerito di Pedagogia generale nell’Università di Roma Tre

 

p. Antonello Fanelli, Sacro Convento di San Francesco d’Assisi

 

ore 10.30 Laboratori

 

Laboratorio 1: scuole del Primo Ciclo

 

Laboratorio 2: scuole del Secondo Ciclo

 

ore 13.00 Pausa pranzo

 

ore 14.30 Continuazione dei Laboratori

Palazzo Moroni, Sale Palladin e Anziani, via VIII Febbraio 8 (sede del Comune di Padova)

 

ore 16.00 Il meglio della scuola per il bene della società

 

Sintesi dei risultati dei laboratori e delle proposte emerse

 

ore 17.00 Conclusione dei lavori

 

* * *

 

Il Corso è organizzato da: Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova, Comune di Padova, Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, Scuola di Alta Formazione EIS-LUMSA, Rete Nazionale delle Scuole per la Pace, Tavola della Pace, Cipsi. Con il sostegno di Banca Etica.

 

Il Corso è parte del Programma nazionale di educazione ai diritti umani e alla cittadinanza glocale “Diritti e Responsabilità” promosso in collaborazione con il MIUR – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione

 

(*) Il programma potrebbe subire modifiche

 

 

 

Per adesioni e informazioni

 

Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

tel.  075/5722148 – 335.1431868 – fax 075/5721234

email info@scuoledipace.it www.lamiascuolaperlapace.it

 

Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”

Università degli Studi di Padova

Tel. 049/827 1813 – fax 049/827 1816

email centro.dirittiumani@unipd.it http://unipd-centrodirittiumani.it

 

* * *

 

Per prenotare l’alloggio suggeriamo l’Hotel Casa del Pellegrino

Via Melchiorre Cesarotti, 21 35123 Padova

Tel. 049.8239711 – Fax 049.8239780 – email  info@casadelpellegrino.com

(a partire da 43 €)

Presentazione di Questioni etiche nel caregiving. Contesto biopolitico e relazione di cura

FIMP  e Associazione Maruzza Marche ONLUS

 

Presentano il libro

Questioni etiche nel caregiving. Contesto biopolitico e relazione di cura, Carocci, 2017

di Monia Andreani

 

4 febbraio 2017 ore 10.30 – Sala di Rappresentanza della Fondazione Carifano, Via Montevecchio 114

 

 

Saluti:

Massimo Seri, Sindaco di Fano

Fabio Tombari, Presidente Fondazione Carifano

Elmo Santini, Associazione Maruzza Marche Onlus

Paola Celani, Federazione Italiana Medici Pediatri di Pesaro

Intervengono:

Carlo Brunori, Hospice Fossombrone

Giovanni Del Gaiso,  OMOP Pesaro

Deborah Gordini, Agenzia Sanitaria Regionale

Mauro Mancino, FIMP

Tiziana Massaro, Associazione Una speranza per Federico

Andrea Romiti, Associazione Genitori Sindrome di Williams Fano

Modera: Roberto Budassi, FIMP

 

Sarà presente l’Autrice

 

A seguire concerto di pianoforte del Maestro Massimo Spataro

 

 

Con il patrocinio di: Fondazione Carifano, Asur Area Vasta 1, Ordine dei Medici Chirurghi, Odontoiatri di Pesaro (OMOP)

Si ringraziano: Bcc di Suasa, Naver di Carmelo Cogliandro

 

 

 

http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843082346

 

Monia Andreani, Questioni etiche nel caregiving. Contesto biopolitico e relazione di cura, Carocci, 2016

 

In breve

 

L’essere umano è fragile e vulnerabile, e vive in una relazione di cura in ogni momento della sua vita. In questo senso, la cura è il grado zero della nostra umanità, la possibilità stessa di esistere. Purtuttavia, essa è stata a lungo assente dal dibattito teorico politico o considerata per lo più nella sua dimensione assistenziale, come questione privata e impolitica. Di recente, però, si è aperto un canale nella riflessione filosofica che, da punti di vista anche molto diversi, la riporta al centro dell’attenzione. Il volume si inserisce in tale nuova tendenza, assumendo il tema in tutta la sua complessità: filosofica, antropologica e sociale. Focalizzandosi sulla vulnerabilità come dato ontologico dell’umanità, e partendo dall’esperienza della guerra, il testo ricostruisce una serie di passaggi teorici della modernità e della contemporaneità politica ? da Hobbes a Foucault, da Weil a Tronto passando per Carlo Gnocchi e Rosanna Benzi ? fondamentali per indagare la cura intesa come caregiving – cioè il prestare cura materiale e quotidiana – come pratica universale che investe una molteplicità di dimensioni, come dato esperienziale essenziale alla vita. In particolare, analizzando l’esperienza di genitori di bambini dichiarati inguaribili, l’autrice si sofferma sulla vulnerabilità nella sua versione radicale posta in relazione al contesto ospedaliero e alla pediatria territoriale.

Popsophia 2016 Le vie della forza

Un combattimento a colpi di idee filosofiche. Un format inedito in cui quattro filosofi si alternano sul ring di Rocca Costanza con l’onere di proporre interpretazioni alternative del tema.Le “vie della Forza” saranno introdotte dalle esecuzioni musicali dal vivo a cura del Conservatorio Rossini di Pesaro.

Venerdì 15 luglio ore 18.30 

Monia Andreani, Remo Bodei, Umberto Curi e Gianni Vattimo

 

“La morte nera o il ritorno della guerra”

 

 

 

Biologico, Collettivo, Solidale: dalla filiera agricola alle azioni mutualistiche. Il modello partecipativo della cooperativa Iris

 

Presso la Cooperativa Iris si discuterà anche e soprattutto del  mio libro Biologico, Collettivo, Solidale, il modello partecipativo della cooperativa Iris, in uscita presso Altraeconomia

 

Presentazione del romanzo Costellazione Familiare di Rosa Matteucci

 

Costellazione familiare l’ultimo romanzo di Rosa Matteucci è un ordine simbolico della madre come nessuna di noi se lo sarebbe mai aspettato ma come accade nella vita di ciascuna, scritto con la sua straordinaria potenza creativa e amore per la nostra lingua e con un ritmo irriverente per i suoi cambi repentini … un libro per chi ama i cani e per chi non ha paura della normalità poco normale che è di ciascuna … sono onorata di presentarlo insieme all’autrice, a Paola Guazzo e a Lucia Tancredi a Pesaro presso la libreria Il Catalogo il giorno 8 aprile 2016, ore 18.30

 

LA SETTIMANA DELL’8 MARZO ALL’UNIVERSITA’ DI URBINO

Ciclo di incontri

Il Genere: un’imprescindibile categoria di analisi.

 

L’iniziativa nasce dal coordinamento interdisciplinare tra i corsi di alcune docenti dell’Ateneo, e cioè:

Genere lavoro e partecipazione sociale, tenuto dalla Prof.ssa Fatima Farina;

Antropologia culturale ed etnologia, tenuto dalla Prof.ssa Francesca Declich;

Storia dei generi, tenuto dalla Prof.ssa Raffaella Sarti.

Etica del servizio sociale, tenuto dalla Prof.ssa Monia Andreani;

 

Lo scopo è quello di ribadire la necessità di un dibattito sul genere che vada al di là dei luoghi comuni, indagandone le dimensioni culturali, storiche, antropologiche, filosofiche e sociologiche. Le organizzatrici mirano ad abbattere i confini disciplinari e a creare uno spazio di confronto allargato facendo tesoro delle risorse e degli strumenti che il sapere accademico può mettere a disposizione.

 

Il primo di questi incontri avrà luogo il 7 marzo 2016 e vedrà come relatrice la prof.ssa Monia Andreani, con un intervento dal titolo Universalismo dei diritti e pratiche di decentramento della cura. Partendo dalla sua ricerca in etica della cura e dal libro di cui è coautrice con Luisa De Paula, La bioetica con i caregiver. Alleanza terapeutica e qualità della vita (Milano, Unicopli, 2015), l’intervento propone una riflessione sulla necessità di una ridefinizione dello spazio pubblico a partire da una nuova e critica visione dell’universalismo dei diritti, mettendo dunque al centro il tema dell’etica della cura come fondamento di un nuovo modello di intersoggettività e riconoscimento.

Il giorno 8 marzo la prof.ssa Raffaella Sarti parlerà de Il genere della dipendenza a partire dal suo recente volume Servo e padrone o della (in)dipendenza. Con un approccio storico di lungo periodo illustrerà l’influenza delle asimmetrie costruite dentro la sfera domestica, anzitutto quelle tra uomini e donne, nella costruzione della cittadinanza.

Il terzo avrà luogo il 9 marzo con il seminario dal titolo Donne nelle forze armate e uomini a casa. Nuove frontiere degli studi di genere. Attraverso la presentazione e discussione del libro della prof. Fatima Farina Donne nelle forze armate (Roma, Viella, 2015) e del volume curato dalla prof. Raffaella Sarti Men at Home. Domesticity, Authority, Emotions and Work (“Gender & History”, vol. 27, 2015, n. 3) si mostrerà come gli studi di genere possano offrire opportunità di smontare vecchi stereotipi relativi alla caratterizzazione maschile della sfera pubblica e femminile di quella privata. La prof.ssa Francesca Declich guiderà la discussione invitando al confronto.

 

 

UNISTEM DAY A URBINO – LIBERTA’ DI STUDIARE, LIBERTA’ DELLA SCIENZA E SUE PROSPETTIVE

L’ 11 marzo 2016 in collegamento tra moltissime Università italiane ed Europee (più di 50) si discuterà di libertà e condizioni di sapere nella ricerca scientifica attorno alle cellule staminali. A Urbino, insieme a colleghi professori e professoresse, anche il mio piccolo contributo in ambito di etica pubblica, etica della cura e bioetica, con la regia di un giornalista scientifico di altissimo livello come Alessandro Cecchi Paone. La libertà di conoscere è una ricchezza fondamentale della persona umana, il dibattito sulle condizioni di questa libertà e sulle sue ricadute produttive per l’umanità presente e futura, è un bel dibattito da affrontare con argomentazioni serie e con la volontà di capirsi e di costruire percorsi di condivisione … tutto questo di fronte alle ragazze e ai ragazzi delle scuole superiori …