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l'attenzione è la forma più rara e più pura di generosità – Simone Weil

Urbino: un Premio per tesi di laurea dedicato a Monia Andreani


Il Comitato unico di garanzia (CUG ) dell’Università di Urbino ha organizzato per martedì 25 maggio 2021, l’iniziativa online “Generdì: una giornata per capire il genere” , la giornata era rivolta “in primis alle studentesse e agli studenti ma aperta a tutti gli interessati, anche al di fuori dell’Ateneo”. In apertura la prof.ssa Raffaella Sarti ha sottolineato come la promozione delle pari opportunità sia legata all’evolversi della cultura, e della ricerca, sulle differenze di genere, ed ha annunciato che l’università ha istituito un Premio per una tesi di laurea, promosso dal CUG, in memoria della prof.ssa Monia Andreani.

– Borse di studio per la scuola estiva SIS

La Società Italiana delle Storiche mette a concorso 2 borse di studio per l’iscrizione alla Scuola Estiva SIS dedicate alla memoria di Monia Andreani.

Monia Andreani, dopo aver seguito le lezioni di Annarita Buttafuoco nei primi anni di università, ha partecipato sin da giovanissima ai corsi estivi della SIS; le amiche hanno supportato queste Borse per ricordare quanto per lei fosse importante affiancare gli studi sulla storia delle donne alla sua ricerca filosofica.

Potranno candidarsi studenti, laureate/i delle lauree triennali e magistrali; dottorande/i, dottoresse/dottori di ricerca. E’ possibile scaricare il Bando delle borse (2 altre borse sono dedicate alla collaboratrice della Scuola, Marta Gianello guida) sul blog della Scuola Estiva SIS , le iscrizioni sono possibili sino al 13 giugno. Il tema di quest’anno della scuola estiva, che si terrà online dal 25 al 28 agosto, è “Ambiente.Storie, conflitti, movimenti in una prospettiva di genere“.

– Presentazione de “Rifugiati nella rete”, Milano

Si è tenuta il 19 gennaio 2021 la presentazione online del libro “Rifugiati nella rete” (Franco Angeli), libro del quale fu ideatrice del progetto editoriale Monia Andreani. Alla presentazione hanno partecipato autori ed autrici, ospiti della municipalità milanese #MilanoProssima

-Progetto Insieme per il caregiving pediatrico, nonostante il Covid-19


Da – Impresa sociale coop. Art.32-  un resoconto.

“Prosegue il lavoro portato avanti per “Progetto Insieme” di caregiving pediatrico integrato ispirato alla ricerca della dott. Monia Andreani*, e coordinato dalla dott. Maria Cristina Mencoboni, varato nel 2019.
Dopo gli incontri di creazione dello staff*, gli Open Day pediatrici, la fase sperimentale dell’ accoglienza pre-ingresso delle famiglie, è stato sospeso per qualche mese il lavoro in presenza a causa della pandemia. Dopo aver disposto gli opportuni DPI  i destinatari già accolti nel Progetto (bambini/e e loro caregiver) hanno ripreso ad usufruire delle attività personalizzate predisposte dallo staff sia a domicilio che presso il Centro salute Art 32.
Le famiglie con figli che presentano una grave disabilità prese in carico dal Progetto Insieme sono attualmente 9.
I bambini-ragazzi affetti da disabilità che fanno parte delle famiglie valutate sono della fascia d’età di 3-17 anni (5 di sesso femminile e 4 maschile). Le patologie che presentano sono principalmente: malattie genetiche rare, paralisi celebrali infantili, epilessie. Le patologie sono croniche ed invalidanti.

La valutazione dal punto di vista psicologico si è incentrata principalmente sulle difficoltà che le famiglie riportano per la cura dei figli con disabilità, il cambiamento delle dinamiche a seguito della diagnosi di patologia cronica ed invalidante e sulle risorse e aiuti che riescono a ricevere sia in ambito sociale e pubblico. Sono emerse difficoltà riguardanti soprattutto l’irrigidimento dei ruoli genitoriali.
I genitori spesso lamentano un senso di colpa che riguarda principalmente l’impossibilità di riuscire a dare attenzioni sufficienti agli altri figli che non hanno disabilità. Una risorsa fondamentale è la rete sociale e di aiuti che la famiglia riesce a crearsi. La rete consente di superare il senso di solitudine e di abbandono che si creano inevitabilmente e ricevere aiuto e sostegno sufficiente per riprendere le energie. Quella che è emersa nel 2020 è stata una grande difficoltà a gestire i propri figli a casa senza scuola, senza aiuti dall’esterno e senza terapie… oltre alla paura del virus stesso, perché i bambini avendo diagnosi gravi- gravissime presentano un rischio elevato. Alcune famiglie hanno riportato uno stato di “regressione” (aspetti di logopedia, di movimento) durante i mesi di “fermo” dovuti alla sospensione delle terapie.
L’attività prosegue, col proposito di consolidare l’ Equipe medica già coordinata e produrre relazioni stabili con le famiglie. Nel mese di ottobre inoltre la Federazione italiana malattie rare – FIMR ha reso disponibili per l’équipe 3 incontri di formazione online, a tema: “I conflitti, le storie e i dilemmi. Ciclo di incontri per la formazione degli operatori della cura.”

*M. Andreani, Questioni etiche nel caregiving, Carocci 2016
*L’Equipe è attualmente composta da pediatra, logopedista, neuro fisiomotriciste, psicologhe, musicoterapeuta, educatori/trici col gioco (Toc aps).

-Un buon traguardo in omaggio ad una grande educatrice.


Il blog Femminismi ha scritto in occasione del 12 dicembre scorso:
“per ricordare la nostra amica Monia Andreani, che avrebbe compiuto gli anni il 12 dicembre prossimo, abbiamo deciso di raccogliere fondi, da qui al 12 dicembre, per il progetto “Blessing Girls” varato quest’anno dalla onlus ong L’Africa chiama che ha sede principale a Fano. Monia tenne nel 2013 un corso proprio a Fano, nell’ambito di Millemondi, col titolo “La terza cultura dentro la scuola. Interculturalità e differenza di genere“.
Sempre attenta alle iniziative di sostegno pratico al benessere ed all’empowerment delle donne, ed ai diritti Lgbt, ricordiamo la sua attività di sostegno sia con Femminismi che con Antelitteram durante la guerra nella ex Jugoslavia. Il progetto BLESSING GIRLS ha lo scopo di aiutare giovani ragazze vulnerabili provenienti dalla baraccopoli di Soweto dove L’Africa Chiama opera da molti anni tramite interventi rivolti ai gruppi di beneficiari più bisognosi. Ha preso il via nell’agosto 2020 dopo che il mese precedente il Presidente aveva annunciato che tutte le scuole in Kenya, chiuse già da marzo, sarebbero rimaste tali fino a gennaio 2021:
questa decisione, utilizzata come misura di contenimento del Covid-19, ha comportato conseguenze devastanti sulle ragazze e sulle loro famiglie. Già dai primi mesi dalla chiusura emergevano dati preoccupanti sull’aumento nel Paese dei numeri di gravidanze e matrimoni precoci, di violenze ed abusi su minori (in casa e fuori) e di casi di giovani caduti vittime dell’alcol e delle droghe.
Per questo motivo e su sollecitazione della comunità (genitori, nonni, tutor) l’associazione ha deciso di attivarsi con un progetto ad hoc. Blessing Girls mira quindi a prendersi cura delle giovani facendole sentire amate e protette: ognuna di loro è una risorsa preziosa (una benedizione, appunto) per se stessa, per la sua famiglia, per la sua comunità; ognuna porta con sé un grande valore che può essere messo a servizio degli altri; ognuna deve imparare ad amarsi e a rispettarsi per poter diventare un agente di cambiamento (i famosi “change makers”) e fare la differenza nella sua comunità.
L’intervento è implementato da uno staff tutto al femminile. ”
La raccolta ha dato un esito molto positivo, ed il blog intende proseguire il sostegno al Progetto al di là del contributo in denaro.

– Rifugiati nella rete, presentazione del libro online.

Si è tenuta lo scorso 3 giugno la presentazione online, decisa per ovviare al problema dell’emergenza sanitaria da Covid-19, del libro “Rifugiati nella rete. Dall’accoglienza alla cura”. E’ possibile rivederla sul canale Youtube Alternativa Libertaria Media.
Rifugiati nella rete‘ è edito da Franco Angeli.

– Un omaggio ed un percorso di studio


Prisma. Economia Società Lavoro, anno X, n. 1, 2019
A Monia: percorsi umani, sociali, filosofici

E’ uscito per l’editore Franco Angeli il numero di “Prisma”, semestrale di analisi economica e sociale (IRES Marche) dedicato a Monia Andreani.
Undici contributi in forma di saggio raccontano il pensiero, il lavoro, la persona:
la curatrice del fascicolo, Fatima Farina, è riuscita a coinvolgere la maggior parte delle persone che hanno lavorato a progetti editoriali con la filosofa Monia Andreani (1972-2018) prematuramente scomparsa e della quale ricorre, il 27 maggio, l’anniversario.
Un tributo non solo dato col pensiero ma col cuore, nella forma della pubblicazione scientifica, che ha richiesto molto lavoro, intessuto relazioni, recuperato ricordi e riflessioni, spaziando dagli anni novanta ad oggi tra libri scritti, lezioni, sfide intellettuali.

Quella di Andreani è “Una perdita gigantesca”, come scrive la curatrice citando Patrizia David, ricordando come Monia abbia oltretutto preso parte alla Redazione di Prisma. Del raro stile intellettuale della filosofa, rigorosa e creativa al contempo raccontano i contributi al numero, aprendo con l’editoriale di Fatima Farina  “Cura, vulnerabilità e vita”, cui seguono:

“La giovane favolosa. Storia di Monia come storia di tutte”, di Francesca Palazzi Arduini,

“Cara Monia. Une réflexion sur ton travail et ta manière d’être au monde”, di Rada Ivekovic,

“Coltivare la differenza perché la soggettività eccede l’identità”, di  Alessandra Vincenti,

“Relazionalità e politicità nella filosofia di Monia Andreani”, di Libero Federici,

“Figlie pietrificate? Genealogie e (nuove) relazioni politiche”, di Giovanna Vingelli,

“No one should feel out of place. Novissimo dialogo fra Mondi e Axel”, di Simone Brunetti,

“Caregiving: etica e relazione di cura”, di Roberto Lala e Luca Nave,

“Monia Andreani e la Rete Milanese vulnerabili”, di Andrea Armocida,

“La forza irresistibile della vulnerabilità”, di Lucia Tancredi,

“Monia Andreani anima libera e libertaria”, di Lia Didero.

E’ possibile leggere l’introduzione, ed acquisire la versione digitale degli articoli (tramite Download Credits) o richiedere il fascicolo cartaceo sul sito dell’editore Franco Angeli.

 

– Donne e fantastico, una citazione da Twilight.

Donne e fantastico. Narrativa oltre i generi.


Da Giuliana Misserville, Donne e fantastico. Narrativa oltre i generi, ed. Mimesis, Milano, 2020.

“Consumismo e conformismo hanno molto a che fare con la costruzione del mondo di Twilight anche se il giudizio sulla saga di Meyer non è assolutamente unanime. Altre studiose hanno messo in rilievo piste di riflessione dal tono e dai contenuti più generosi. Tra queste Monia Andreani, che a Twilight ha dedicato uno studio assai acuto, sostiene come il ciclo di Meyer proponga nuove maschilità e femminilità suscitate da un orizzonte comune segnato dall’etica della cura, non più confinata alla dimensione privata e alle relazioni ma relativa alla dimensione pubblica. Scrive Andreani:

I personaggi della saga di Twilight sono prodotti dalla cultura degli Stati Uniti e nascono nel periodo di lutto collettivo dopo le vicende dell’11 settembre. In quanto vampiri hanno dimestichezza con la morte: sono morti alla loro vita umana, al calore del loro corpo, alle relazioni con gli altri umani, e sono entrati – senza consolazione alcuna – in una eternità di lutto. Nessuno dei loro cari li ha potuti piangere e ha potuto dare loro sepoltura, sono spariti nell’invisibilità di una vita da reietti, senza identità e senza potersi congedare dalle persone amate. Ormai vampiri potrebbero vivere da soli nella loro condizione superiore, senza mettere a repentaglio la loro sicurezza per aiutare chi è diverso, eppure non è questo che fanno. Proteggono gli umani dal rischio di patire le sofferenze che loro hanno vissuto nell’impossibilità di morire e di trovare pace. La posizione di vantaggio su tutti gli altri, così come Butler (Judith n.d.r.) descrive la posizione di supremazia del “primo mondo” rispetto al resto dell’umanità, serve loro solo come spinta per riconoscere la vulnerabilità fisica degli altri e la propria vulnerabilità nel coinvolgimento emotivo. (Andreani 2011, pag. 113-114)”

 

(cit. Monia Andreani, Twilight. Filosofia della vulnerabilità, EV edizioni, 2011).

-Rifugiati nella rete, Dall’accoglienza alla cura. Dedicato a Monia.

Finalmente uscito il libro “Rifugiati nella rete. Dall’accoglienza alla cura” che vede come di Andrea Armocida , Marzia Marzagaglia , Monia Andreani, Francesca Magli , Cristina Cattaneo. Il libro contiene una postfazione di Andrea Armocida dedicata a Monia Andreani, ispiratrice  e parte attiva del gruppo di lavoro che ha dato vita al testo. Prossimamente una presentazione.

Presenta il libro l’editore, Franco Angeli, sul suo sito:

Attraverso il racconto dell’esperienza della Rete Milanese Vulnerabili, considerata una best practice sullo scenario nazionale e di cui qui viene descritta la struttura organizzativa e operativa, il volume ha il desiderio di scrivere di una Milano che dal 2013 si occupa di accoglienza e cura nei confronti delle persone richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria. Un tema centrale e foriero di riflessioni culturali e civiche alle quali non è più possibile sottrarsi.

Questo libro nasce dal desiderio di scrivere di una Milano che dal 2013 si occupa di accoglienza e cura nei confronti delle persone richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria. Attraverso la costituzione della Rete Milanese Vulnerabili, il Comune di Milano, il Servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense della Sezione di Medicina Legale dell’Università degli Studi e Casa della Carità hanno dato vita per primi a un sistema di collaborazione tra istituzioni pubbliche e del privato sociale, volto alla presa in carico globale e integrata della persona richiedente o titolare di protezione internazionale, in situazione di vulnerabilità fisica e psicologica. L’esperienza della Rete Milanese Vulnerabili, considerata già una best practice nello scenario nazionale, presenta in queste pagine la sua struttura organizzativa e operativa e fornisce la possibilità al lettore di comprendere quale sia il dialogo profondo sui casi: un dialogo che si sviluppa a partire da culture professionali diverse e che nel tempo ha costruito una modalità concettuale e pratica di interazione del tutto originale, innescando una riflessione etico/deontologica tutt’altro che scontata. Nell’attuale scenario nazionale e globale, la cura e la presa in carico integrata dei migranti vulnerabili, oltre ogni definizione precostituita, resta un tema centrale e foriero di riflessioni culturali e civiche alle quali non è più possibile sottrarsi.

Andrea Armocida è assistente sociale settore immigrazione presso il Comune di Milano.

Marzia Marzagalia, psichiatra, è referente del Servizio di Etnopsichiatria dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.

Monia Andreani è stata ricercatrice in Filosofia politica presso l’Università per Stranieri di Perugia e docente di Teorie dei diritti umani presso lo stesso istituto e di Bioetica presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

Francesca Magli, antropologa culturale e forense, lavora presso Labanof, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, dove si occupa di valutazione di età su minori non accompagnati e di vittime di tortura.

Cristina Cattaneo, professore ordinario di Medicina legale presso l’Università degli Studi di Milano, è direttore di Labanof, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano.

Indice

Il contesto migratorio e i suoi cambiamenti
(Francesca Paltenghi, Chi sono i rifugiati; Barbara Lucchesi, Chi è il minore straniero non accompagnato; Maria Luisa Inversini, Chiedere asilo in Italia; Maria Luisa Inversini, La Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Milano; Bibliografia)
Andrea Armocida, Il sistema di accoglienza in Italia e a Milano
(Arrivare in Italia attraversando il Mediterraneo; L’immigrazione in Italia dal 2013 a oggi; Analisi critica del sistema di accoglienza italiano: dall’emergenza alla integrazione; Il sistema di accoglienza a Milano dal progetto “Morcone” a oggi)
Andrea Armocida, La Rete Milanese Vulnerabili
(Cosa è e come funziona la Rete; Il ruolo del Comune di Milano nella costruzione di un modello multiprofessionale integrato; L’individuazione di riferimenti etici e deontologici condivisi per il trattamento dell’utenza vulnerabile; La Rete oggi)
Competenze e attori della Rete
(Antonella Colombo, L’Ufficio Rifugiati del Comune di Milano: segretariato sociale, accoglienza e tutela giuridica; Marzia Marzagalia, Il Servizio di Etnopsichiatria; Cristina Cattaneo, Francesca Magli, Il Servizio di Medicina Legale dell’Università degli Studi di Milano; Peppe Monetti, Don Virgilio Colmegna, L’accoglienza vulnerabili: Casa della Carità; Annamaria Lodi, Simona Boffi, Daniela Ghiringhelli, Davide Garofalo, Paola Pavesi, L’accoglienza ordinaria: Farsi Prossimo; Roberto Bestazza, La visione transculturale: Terrenuove; Lorenzo Tomai, Comunità Progetto: non solo vitto e alloggio)
Andrea Armocida, Giovanna Clerici,
Modalità di accesso alla rete e discussione sui casi
(Introduzione; A.: il libanese cocainomane; D.: una storia di schiavitù; S.: il ragazzo stuprato; B. il sarto: quando il dolore diventa sofferenza psichica; J. e P.: “i fratelli inseparabili”)
Andrea Armocida, Marzia Marzagalia, Cristina Cattaneo, Francesca Magli, Le considerazioni conclusive
(Intuizioni, visioni e prospettive; Conclusione)
IlhamAllah Chiara Ferrero, Alberto Scanni, Postfazione
Andrea Armocida,
Dedicato a Monia.

– Due contributi di Monia ed un Progetto a partire dalla sua ricerca


Due saggi
di Monia Andreani usciti a fine 2018 e nel 2019:
in “La partecipazione politica femminile tra rappresentanza formale e sostanziale“, volume a cura di Domenico Carbone e Fatima Farina (Franco Angeli, collana di Sociologia, 2019), il saggio di Monia Andreani “Il privato è politico: ripensare il rapporto tra spazio privato e spazio pubblico a partire dalla cura“, il testo è stato pubblicato raccogliendo l’intervento di Monia Andreani al convegno SISP di Urbino (settembre 2017).
Il secondo contributo è quello presente in “Capitale sociale e territorio. Prospettive ed evidenze empiriche“, a cura di Viviana Calzati e Donatella Padua (Franco Angeli – Sociologia del territorio, 2018), si tratta di “Capitale sociale e sviluppo locale: il caso della cooperativa Iris bio, modello dell’economia eco-solidale.”
Sempre nel 2018, ora con aggiornamenti, è presente alla pagina del Progetto Insieme sul caregiving pediatrico integrato, un sunto in pdf delle teorie esposte nel libro “Questioni etiche nel caregiving” (Carocci 2016), il Progetto, sostenuto da impresa sociale Art32 onlus come capofila, e coordinato dalla dott. Maria Cristina Mencoboni, viene attuato in provincia di Pesaro e Urbino, nelle località che hanno visto la filosofa abitare e situare la sua ricerca sul campo (ambiti sociali territoriali VI e VII).