THE TWILIGHT SAGA – BREAKING DAWN 2 – l’arrivo di Renesmee

by Monia Andreani

In attesa dell’uscita dell’ultimo film prevista per il 16 novembre un estratto dal mio libro Twilight. Filosofia della vulnerabilità. Ev Edizioni, Macerata, 2011

Renesmee e la vittoria della relazione e della costruzione di percorsi condivisi nel rispetto nella diversità di appartenenza, di orizzonte e di destino

“La nascita della bambina provoca un cambiamento radicale in tutti i personaggi, un mutamento vissuto da ciascuno in modo del tutto individuale, ma anche condiviso da tutti gli altri, quindi messo ancora una volta in comune. La piccola Renesmee è biologicamente umana, il suo cuore batte, nel suo corpo scorre il sangue, e per questo deve essere protetta da sua madre che è – paradossalmente – una vampira “neonata” e quindi potenzialmente in preda ad una fame incontrollabile. Di conseguenza necessariamente gli altri – tutti tranne la madre della piccola – devono prendersi cura di Renesmee e attorno a lei  si concentra un atteggiamento di rinnovata collaborazione che possiamo identificare come una forma di genitorialità diffusa in cui non tarderà ad essere ammessa la madre naturale,  così dotata di equilibrio da superare tutte le insidie della sua condizione di “neonata”.

È possibile pensare all’ esperienza di questa gravidanza come ad un momento condiviso in cui ciascuno dei personaggi si prende la propria responsabilità per fare sì che la bambina sia accolta, protetta, amata e che possa avere, a sua volta un futuro migliore. In questo caso è possibile immaginare questa piccola comunità di personaggi portatori di valori a volte configgenti tra di loro, che si accordano su alcuni punti condivisi per ottenere prima di tutto la salvezza di Bella e la nascita della bambina.

La comunità che si è formata però resiste e rilancia un altro obiettivo, non definito ma abbozzato nelle pagine finali della storia: continuare a vivere insieme una esperienza di vita di relazione e costruire un orizzonte comune sia sociale che politico tra soggetti diversi (mezzosangue, vampiri, licantropi). Solo così è possibile ottenere anche il successo contro i Volturi, intervenuti  per uccidere la piccola,  senza l’utilizzo della violenza, ma solo mediando con successo sul piano discorsivo.

La saga di Twilight mette in luce una visione radicalmente diversa dell’immaginario fantasy rispetto al vampirismo e anche rispetto al tema della salvezza dell’umanità.

La visione eroica è completamente e definitivamente superata a favore di un maggiore equilibrio dato dalla centralità del nesso inestricabile costituito dalla vulnerabilità umana e dalla responsabilità verso gli altri che conduce al prendersi cura.”